I tajarin piemontesi, il sapore delle Langhe

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I tajarin piemontesi rappresentano “il sapore delle langhe”, il simbolo di quelle osterie che offrono una cucina generosa, genuina e semplice. Quando si mangiano si rischia di macchiarsi la camicia e sanno sedurre intere tavolate.

Le origini dei tajarin piemontesi

Nati in campagna, i tajarin si diffondono in tutto il Piemonte fin dal Quattrocento, periodo a cui risalgono le prime testimonianze che ci parlano di questa pasta fatta a mano. In origine rappresentavano il piatto della festa, da consumare in famiglia durante il pranzo domenicale o a Natale: i tanti tuorli necessari per la preparazione rendevano la ricetta tutt’altro che leggera – quella originale prevede 30 tuorli per chilogrammo di farina –; ma oggi questa pasta si trova in ogni trattoria e su ogni tavola piemontese in qualunque giorno dell’anno. Sebbene siano considerati un piatto della cucina casalinga, si crede che i tajarin fossero anche il piatto preferito di re Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia. Pare fosse la stessa Rosa Vercellana, prima amante e poi moglie morganatica del re, a prepararli con le sue stesse mani.

All’apparenza i tajarin non possono essere annoverati tra i piatti da servire a una cena romantica o a un incontro formale. Non hanno la sensualità di un’ostrica o la voluttuosità di un tartufo, eppure meritano un posto d’onore tra le pietanze da preparare quando si ha voglia di qualcosa di avvolgente e profondamente soddisfacente.

tajarin piemontesi

Come si preparano

Nessun fronzolo alla base della preparazione, ma gesti ripetuti all’infinito alla ricerca della perfezione. Nati dalle mani sapienti di donne di cascina che hanno avuto la maestria di individuare la formula perfetta della loro alchimia, per tradizione necessitano di una grande abbondanza di tuorli, anche se oggi, in nome del mangiare sano, il loro numero viene considerevolmente ridotto. I tajarin nascono da una sfoglia sottile tirata preferibilmente a mano e poi tagliata in striscioline fini.
Anche se il sugo con cui meglio si sposano è a base di fegatini, sono ammesse varianti con porcini o tartufo. Quello che però non può mai cambiare, è la cura con cui vengono preparati: fare i tajarin, infatti, è un vero atto d’amore. Si dice, inoltre, che per determinare se la pasta sia stata lavorata a sufficienza, essa debba avere la consistenza morbida e sottile come la pelle del sederino di un bambino.

Con i tajarin presenti nella Food Box Piemonte Incanto Cena, potrai provare quel gusto semplice che fa della cucina piemontese una delle più apprezzate del nostro Bel Paese.

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