La strana storia della cima di rapa

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Aromatica e un po’ amarognola, la cima di rapa è il condimento più conosciuto per le orecchiette pugliesi. Ma avreste mai immaginato che non fosse di origine italiana? Non allarmatevi: la cima o meglio le cime di rapa restano uno dei simboli più gustosi della Puglia, ma pare che i semi siano stati importati molto tempo fa dal lontano Oriente e arrivati fino a noi passando per Cipro.

Storia di un alimento essenziale

Nonostante le probabili origini asiatiche, la rapa era considerata già in epoca romana un alimento essenziale per la sopravvivenza dell’uomo, mentre nel Duecento lo storico Fra’ Salimbene da Parma la assimilava in valore ai cereali e ai legumi. Dal Quattrocento in poi attribuirono proprietà afrodisiache a quella che al tempo veniva considerata alla stregua di una patata. Con il tempo le rape persero di importanza e valore, soprattutto tra le classi abbienti, e divennero sinonimo di alimento poco raffinato e non di certo adatto a un incontro galante.

Cima di rapa
Vero è che a quei tempi non conoscevano la bontà della cima di rapa che, probabilmente, veniva considerate parte non edibile. Eppure sono convinta che se avessero assaggiato i germogli con le prime foglioline e ne avessero sentito il profumo pungente e il sapore deciso, se ne sarebbero innamorati. È un ortaggio invernale, in grado di rallegrare anche le giornate più difficili quando il sole non riscalda più abbastanza e le ore di luce sono brevi.

La cima di rapa in cucina

Le prime notizie sul loro utilizzo in cucina risalgono al 1100, come riporta un trattato arabo sull’agricoltura. Si consuma lessata o al vapore, come contorno o in accompagnamento alla pasta, ma nel caso risultasse un pochino pesante, vi dò un consiglio: aggiungete un pizzico di peperoncino, aiuterà la digestione.
Le cime di rapa hanno molte proprietà: ricche di vitamine, antiossidanti, polifenoli e proteine, fanno bene al sistema cardiocircolatorio e sono disintossicanti.

Ma chi di noi le mangia solo perché sono il perfetto condimento per le orecchiette?
Credo tutti, ma sapere che in loro, oltre al buono, c’è anche del salutare è un ottimo modo per affrontare l’inverno. Molto diffuse nella cucina del Sud Italia, sono utilizzate soprattutto per accompagnare la pasta ma i modi per gustarle sono molteplici: lesse e condite con un buon olio extra vergine d’oliva sono un ottimo contorno, stufate con la salsiccia saranno un superbo secondo piatto.

Ma come preparare il condimento perfetto per la pasta?
Fare un soffritto con peperoncino e aglio a cui, dopo un paio di minuti, si aggiungeranno le acciughe. A parte, bollire orecchiette e cime di rapa insieme; quando saranno cotte, versarle nella padella con il soffritto e saltare velocemente. Togliere gli spicchi d’aglio e servire.

Qualche consiglio

Saper scegliere le cime di rapa è importante: devono avere il fusto sottile e le foglie non appassite, facendo attenzione che i fiori non siano sbocciati. Per pulirle, eliminare le foglie grosse, conservando solo le cime e le foglioline più tenere. Vanno poi lavate abbondantemente per evitare che restino residui di terra. Sapevate che sono particolarmente indicate per le donne in gravidanza, grazie alla presenza di folato, il sale dell’acido folico, che aiuta a prevenire la spina bifida nel neonato?

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