Caponata agrodolce alla siciliana, le origini del contorno più delizioso

da

Per apprezzare la caponata agrodolce alla siciliana non è sufficiente un solo boccone; bisogna assaggiarla lentamente, assaporando ogni singolo ingrediente, godendo del profumo dei pomodori maturati al sole che contrasta con il sapore dolce-aspro. Un inno all’estate, alle vacanze in Sicilia vista mare. L’origine della caponata non è chiara e ci sono molte interpretazioni, ma l’unica cosa certa è che non ne avrete mai abbastanza.

Le origini della caponata

Sono tre le interpretazioni più affidabili su come nacque questo piatto, prima di diventare la caponata agrodolce alla siciliana che conosciamo tutti. Il primo deriva dal latino, il secondo dal greco antico e il terzo da un ingrediente. Ma lasciate che vi spieghi meglio.
L’interpretazione più antica riguarda il termine Capto, che in greco significa “tagliare” e potrebbe fare riferimento alle molte verdure che è necessario utilizzare per la preparazione. Nell’area del Mediterraneo, infatti, ci sono 37 ricette diverse e tutte includono almeno 5 verdure.

caponata agrodolce alla siciliana
La seconda interpretazione si riferisce invece al termine latino Cauponium (taverna), un luogo dove i marinai stanchi andavano a bere qualcosa mangiando buon cibo. Il miglior spuntino era per loro un pezzo di pane condito con capperi, aglio, pomodoro, olive e acciughe: gli ingredienti base della caponata.
L’ultima teoria parla di Capone (lampuga). Un tempo c’era un piatto agrodolce con verdure e pesce, destinato forse solo ai nobili, che divenne presto più semplice e adatto ai poveri.
Oggi la caponata è considerata uno dei contorni più deliziosi, che può essere anche consumato come piatto principale e viene servito in ogni ristorante siciliano.

Facile dire caponata

Sono 37 le ricette conosciute della caponata, ma le più comuni sono:

  • Caponata catanese: con peperoni rossi e gialli, pomodori, cipolle, sedano, olive bianche, capperi, olio extravergine di oliva, sale e zucchero. In alcune ricette si può trovare basilico e patate;
  • Caponata palermitana: con melanzane viola fritte, capperi, olive verdi, sedano, basilico, salsa di pomodoro, cipolle, mandorle o pinoli, sale, zucchero, olio extravergine di oliva, aceto. In inverno, poiché le melanzane non sono disponibili, vengono sostituite con i carciofi;
  • Caponata trapanese: melanzane tonde, peperoni, sedano, cipolla rossa, carote, aglio, olive verdi Nocellara del Belice, mandorle, capperi, pomodoro pizzutello, olio evo, zucchero e aceto;
  • Caponata napoletana: pane raffermo condito con olio extravergine di oliva e aceto, sale, pepe e un po’ di zucchero. Sul pane si mettono lattuga, indivia, bollito di lampuga, cetrioli e peperoni. Una ricetta molto diversa da quella siciliana ma altrettanto buona.

Tuttavia, l’unica e sola ricetta originale prevede l’utilizzo delle melanzane lunghe viola, detta anche “violetta di Palermo”. La sua polpa compatta si presta bene alla frittura che, per essere perfetta, richiede comunque un passaggio dell’ortaggio sotto sale grosso per una mezzora. Dopodiché tritare le cipolle e lasciarle imbiondire a fiamma bassa in una padella con poco olio. Una volta appassite aggiungere i capperi, le olive e i pinoli e lasciar cuocere per 10 minuti a fiamma alta, mescolando; aggiungere nella padella i pomodori tagliati a dadini e cuocerli fino a che il composto non risulta amalgamato, senza acqua in eccesso. Friggere le melanzane lavate dal sale, asciugate e tagliate a dadini. Mettere le melanzane ben scolate dall’olio insieme al composto preparato, aggiungere sedano, aceto e zucchero. Lasciar sfumare e poi raffreddare.

Un’esplosione di gusto assicurata, che trovate nella food box Sicilia gioia aperitivo, da apprezzare meglio insieme a una fetta di pane di grano duro.

Iscriviti alla nostra newsletter

8 + 2 =

© 2019, VENTUNO ITALY. All Rights Reserved.

PIVA 09161350963

Pin It on Pinterest

Share This